Il caso Sme

Il caso Sme

Il caso SME, o meglio il processo alla Società Meridionale di Elettricità ha scosso l’opinione pubblica italiana poiché ha riguardato grandi nomi di politici seduti al Governo, a partire dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cesare Previti ex-ministro della Difesa, senza dimenticare che Romano Prodi, ex-Presidente del Consiglio italiano, è stato il presidente dell’IRI (Istituto perla Ricostruzione Industriale) un comparto della SME.

Storia del caso SME

Risale al 1985 l’inizio della vicenda del caso SME, società che opera nel Sud Italia che venne espropriata ai fini della nazionalizzazione della società che avrebbe dovuto rappresentare una grande occasione per il comparto agro-alimentare. Ma non è andata così, infatti il caso SME inizia con ex-premier Bettino Craxi la cui maggioranza di governo decide di privatizzare la parte dell’IRI costituita da società, compresa la SME, che presentavano bilanci passivi. Chi avrebbe dovuto acquistare le partecipazioni di maggioranza dell’IRI e della SME? Carlo De Benedetti presidente dell’industria Buitoni e di ciò era a conoscenza Clelio Darida il ministro delle partecipazioni statali. Ma insieme alla conferma parlamentare della trattativa economica con Buitoni, giungono offerte vantaggiose anche dalle società Ferrero, Fininvest e Barilla. Così salta l’accordo con l’azienda Buitoni e il Governo ritiene che la SME deve rimanere di proprietà pubblica. Di qui nasce il caso SME in quanto De Benedetti della Buitoni si affretta a far ricorso all’IRI con cui aveva stipulato accordi scritti di compra-vendita e accusando la cordata delle altre aziende (Barilla, Ferrero e Fininvest) di essere intervenute strumentalmente nelle offerta di acquisto della SME. De Benedetti giustificava tale teoria dimostrando che tali industrie non avevano preparato nessun piano di acquisto concreto. Il ricorso in tutti e tre i gradi di giudizio produce parere negativo per De Benedetti. Dopo dieci anni, Prodi è rinominato presidente dell’IRI che così viene venduta a un prezzo più alto ma la proprietà non è più italiana.

La politica sul caso SME

L’acquisto della SME da parte di De Benedetti avrebbe indirettamente rafforzato il polo politico di Ciriaco De Mita, all’epoca contrapposto a quello di Craxi. Per tali ragioni si presume che Craxi abbia bloccato l’accordo. Ma si tratta solo di ipotesi a tutt’oggi rimaste in oscure dinamiche politiche e affaristiche.

Foto: Ruth Röder – Fotolia

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