Il popolo viola
Il popolo viola rappresenta un gruppo di manifestanti italiani che si sono conosciuti in rete, soprattutto su facebook, si sono riconosciuti gli uni nelle idee degli altri e hanno deciso di incontrarsi per manifestare insieme tutto il proprio dissenso verso la politica italiana. Non la politica, in generale, bensì quella che – fino a pochi mesi fa – ha rappresentato l’Italia attraverso il governo di Silvio Berlusconi.
La nascita su Facebook del popolo viola
Questi giovani, blogger e internauti, hanno deciso di incontrarsi dando vita ad un vero e proprio movimento antiberlusconiano privilegiando la scelta di bandiere viola. Il viola è stato scelto proprio perché considerato un colore apolitico non essendo, in effetti, associato ad alcun partito politico italiano. La prima grande manifestazione organizzata e realizzata dal popolo viola c’è stata nel 2009, anno in cui questi manifestanti si sono dati appuntamento a Roma per chiedere – tutti insieme appassionatamente – a Silvio Berlusconi di fare le valigie. Dopo la grande manifestazione di Roma, i giovani del popolo viola hanno continuato a tenersi in contatto e – sempre attraverso i social network – hanno modificato il No Berlusconi Day con la dicitura di San Precario. Dietro i nomi delle manifestazioni, dunque, non c’è altro che la denuncia dei grandi e gravi problemi che in questi anni affliggono l’Italia. Da una parte, quindi, il popolo viola ha chiesto le dimissioni di Berlusconi nella convinzione che l’ex presidente del consiglio stesse governando per tutelare i propri interessi personali piuttosto che quelli della cosa pubblica; dall’altra, invece, i giovani del popolo viola si sono uniti anche a causa della triste condivisione di lavoro precario che li caratterizza. Il Popolo Viola, tuttavia, con il passare dei mesi ha acquistato un numero sempre maggiore di aderenti al punto tale che, per gli organizzatori, era diventato difficile gestire tutti i contatti.
Rotture e coesioni del popolo viola
Per fare luce in merito alle manifestazioni che dovevano essere organizzate dal Popolo Viola, è stata organizzata una riunione a Napoli nel 2010. Durante questo incontro, tuttavia, i giovani aderenti al movimento non sono riusciti a trovare un punto d’incontro e di coesione su alcune questioni. Innanzitutto, molti non hanno condiviso la gestione della pagina Facebook attraverso la quale è nato e cresciuto il movimento; inoltre, i giovani partecipanti non sono riusciti ad organizzare eventi e aggregazioni del popolo viola all’altezza della grande manifestazione romana. Per questo motivo, i fondatori del gruppo si sono divisi dai vari rappresentanti locali. I fondatori del movimento hanno deciso di fondare una rivista, la resistenza viola, mentre i rappresentanti locali del popolo viola hanno generato la rete dei gruppi locali. Dopo un momento iniziale di allontanamento, tuttavia, i due gruppo si sono riuniti ancora una volta in rete dove hanno iniziato a condividere nuovamente idee e a promuoverle attraverso i social network e i comunicati stampa. Così, nel 2010, è nata la rete viola grazie alla coesione ritrovata tra i vecchi fondatori del popolo viola e le reti locali del medesimo movimento. Oggi, tuttavia, si tende ad equiparare la rete viola con il popolo viola nonostante la rete abbia perso il carattere marcatamente antiberlusconiano che caratterizzava il popolo viola della manifestazione di Roma.
Foto: ra2studio
