Investendo nelle griglie informatiche incrementi nella produttività fino al 25%

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“Le aziende che adotteranno le griglie informatiche al proprio interno, otterranno grandi benefici in termini di produttività e di riduzione dei costi.”

Questa conclusione emerge da uno studio appena pubblicato dall’Economic Strategy Institute (ESI). Ricordiamo che, con il termine griglie informatiche si intende una complessa tecnologia di integrazione informatica che mira a razionalizzare l’uso dei server all’interno di una rete informatica aziendale, puntando sull’ottimizzazione dell’area della condivisione dei dati e, molto più importante, sulla creazione di cluster virtuali che permettono di sfruttare al massimo la potenza di calcolo dei computer disponibili per risolvere un singolo problema.

Nel commentare i risultati della ricerca, Robert Cohen, lo specialista responsabile dell’indagine Grid Computing dell’ESI, ha spiegato che non appena i costi legati a questa nuova tecnologia cominceranno a scendere, le aziende che saranno pronte a investire avranno benefici tali da poter ridurre i prezzi dei loro prodotti, cosa che produrrà un incremento delle vendite ed un significativo vantaggio in termini di competitività rispetto alle società concorrenti che preferiranno attendere per essere certe dei risultati.

Secondo Cohen è importante cominciare a fare qualche esperienza in materia per non perdere tempo dopo: “Bisogna considerare che le prime aziende che adotteranno le griglie informatiche saranno anche quelle che, grazie al vantaggio acquisito sulle altre, effettueranno i maggiori investimenti e quindi avranno le maggiori opportunità per espandere i loro business. In effetti questa è la realizzazione del paradigma secondo cui solo i più forti e i meglio preparati sopravvivono in un mondo tecnologico che cambia rapidamente; in questo caso i primi ad arrivare nell’area del grid computing saranno poi i più forti.”

Il responsabile della ricerca di ESI ha quindi spiegato che lo studio è stato condotto intervistando i top manager di aziende che operano nel settore dei servizi finanziari, dei prodotti farmaceutici, nel settore ospedaliero, nel settore automobilistico e in quello aerospaziale a cui è stato chiesto che tipo di benefici si aspettano di ricevere dall’impiego di tecnologie come i grid cluster, il calcolo parallelo e le griglie informatiche che sono alla base del grid computing. “Analizzando le loro risposte con un modello quantitativo che prevede queste tecnologie e mettendo a confronto questi risultati con le proiezioni economiche che si avrebbero nel caso in cui non sono presenti queste tecnologie, è emerso che le mediamente le aziende potrebbero raggiungere un aumento della produttività intorno al venticinque percento. L’unica area industriale che ha dato ritorni percentuali al di sotto della media è quella aerospaziale con un modesto venti percento. Tuttavia, nel lungo periodo, stimiamo che saranno proprio l’industria aerospaziale e quella ospedaliera ad avere la maggiore riduzione dei costi grazie all’adozione delle griglie informatiche. Per quanto riguarda l’impatto sul settore informatico, ESI stima che in futuro più della metà della crescita dell’industria informatica potrebbe derivare dall’adozione di questa nuova tecnologia.”

Tom Bishop, specialista nelle tecnologie avanzate di Vieo (una società statunitense che offre servizi e consulenze informatiche), pur riconoscendo che i primi utilizzatori delle griglie informatiche riceveranno i maggiori benefici da questa tecnologia, osserva che ci sono ancora parecchi ostacoli che ne rallentano la sua diffusione su larga scala.

“Il principale problema è quello della sicurezza ed, in particolare, nel caso delle transazioni economiche via Web dove bisogna garantire sia a chi vende che a chi acquista delle soluzioni sicure che offrano dei reali benefici ad entrambi. Le altre due aree dove servono avanzamenti in questo settore sono quelle degli standard e delle architetture applicative.”

Per consentire le migrazioni la durata dell’assistenza Microsoft passerà da sette a dieci anni

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Con un annuncio a sorpresa, Microsoft ha dichiarato che estenderà la durata ufficiale del ciclo di vita dei suoi principali prodotti software di altri tre anni, che quindi complessivamente arriveranno ad avere dieci anni di supporto tecnico contro i sette attuali.

La notizia stata data da Andy Lees, Vice Presidente della divisione Server Tools di Microsoft che, in occasione del discorso che ha tenuto al TechEd di San Diego la scorsa settimana ha dichiarato: “Abbiamo deciso di estendere il supporto alle nostre applicazioni portandone il ciclo di vita ad un minimo di dieci anni invece dei sette anni attuali. Questa politica verrà applicata a tutte le nostre applicazioni business, a quelle rivolte culonas agli sviluppatori e diventerà effettiva a partire dal primo di Giugno di quest’anno.”

Ricordiamo che l’attuale politica prevede cinque anni di supporto base (ovvero a partire da quando il prodotto viene messe in vendita), altri due anni di supporto esteso ed uno ulteriore a pagamento.

Secondo gli esperti, Microsoft avrebbe preso questa decisione perché i continui slittamenti delle versioni finali dei nuovi prodotti porterebbero a situazioni in cui il supporto dei vecchi prodotti potrebbe terminare prima che sia stato rilasciato l’aggiornamento.

Stando alle dichiarazioni di Lees, con la nuova politica i clienti continueranno ad avere sempre cinque anni di supporto base (mainstream), mentre invece il periodo di supporto esteso passerà a cinque anni oppure andrà automaticamente a due anni, non appena venga rilasciato un “major upgrade” del prodotto in questione.

La tesi degli esperti è stata parzialmente confermata da Peter Houston, direttore senior di Microsoft, che ha detto: “Abbiamo deciso di allargare la durata del supporto cosicché non possa mai succedere che il cliente abbia meno di due anni di tempo per migrare alla versione successiva. Le aziende sono adesso in grado di stimare in anticipo per quanto tempo potranno usufruire del supporto anche se non sanno quando uscirà la prossima versione del prodotto. Ad esempio, nel caso di SQL Server 2005, senza la nuova politica, il supporto per SQL Server 2000, che scadrebbe il 31 Dicembre del 2005, sarebbe cessato ben prima che i clienti avessero la possibilità di migrare alla nuova versione, che uscirà proprio nel corso della prima metà del 2005.”

Il top manager di Microsoft ha quindi osservato che anche Windows XP trarrà vantaggio dalla nuova politica. “Il supporto normale per questo sistema operativo terminerà il 31 Dicembre del 2006 e la versione client di Longhorn uscirà nel corso del 2006. Anche in questo caso, il tempo per migrare da un sistema operativo all’altro, potendo usufruire del supporto normale, sarebbe stato troppo ridotto.”

Il top manager di Microsoft ha infine ribadito che l’estensione del supporto non verrà applicato ai prodotti precedenti che non sono più all’interno della supporto di tipo mainstream, come Windows NT 4.0 o i vecchi Windows 9.x. “Qualsiasi applicazioni rivolta al mercato business o agli sviluppatori e che è correntemente all’interno del supporto mainstream, potrà usufruire della nuova politica. Ad esempio, Windows 2000 vedrà prolungato il supporto, mentre le versioni di Windows e di Office rivolte specificatamente al mercato domestico come Windows XP Home Edition, non cadranno in questa politica.” Ha concluso Houston.

Mike Silver, analista di Gartner Group, ha espresso un commento abbastanza positivo su questo annuncio, pur mantenendo alcune riserve. “Complessivamente è una buona offerta: dieci anni di supporto sono molto più di quanto potesse avere bisogno la maggior parte delle aziende. Inoltre bisogna considerare che, difficilmente, le altre società che sviluppano applicazioni per Windows supportano i loro prodotti per un periodo così lungo. L’unico neo è che Microsoft ha deciso di non estendere il supporto per la sicurezza di Windows NT4, che scadrà il 30 Giugno per la versione desktop. Le organizzazioni che hanno pagato per avere il supporto, ovviamente, continueranno a riceverlo dopo quella data, mentre tutte le altre rimarranno scoperte finchè Microsoft non scopra degli exploit. Questo è particolarmente pericoloso tetonas considerando che NT non ha alcun meccanismo per il download automatico delle patch. Un sacco di aziende usa ancora NT4 sul desktop e saranno tutte in grave pericolo dopo il 30 Giugno.”